
La tempesta ha colpito.
Il sistema economico costiero siciliano ora rischia di affondare.
E la Regione prova a metterci una toppa, correndo.
A dirlo è l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino, che rivendica tempi rapidi e una scelta politica precisa.
23 milioni di euro: risposta rapida o semplice primo cerotto?
«Abbiamo dimostrato, con i fatti e in tempi record, la vicinanza della Regione agli operatori delle imprese turistico-ricreative, ricettive e balneari».
Così Savarino commenta l’approvazione in giunta del bando che stanzia 23 milioni di euro a fondo perduto.
Risorse destinate agli operatori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici legati al ciclone Harry.
Un intervento presentato come immediato.
Un sostegno pensato per un comparto strategico per l’economia dell’Isola.
Un comparto che oggi, però, non è in grado di ripartire da solo.
Il nodo vero: concessioni demaniali e coste che non esistono più
Ed è qui che il discorso cambia tono.
Perché il problema non è solo il danno economico.
È il danno fisico al territorio.
«Stiamo lavorando per ottenere un differimento delle scadenze delle concessioni demaniali marittime».
Una frase che pesa come un macigno.
Perché, come ammette la stessa assessora, le modifiche morfologiche causate dal ciclone hanno cancellato interi tratti di costa.
Non metaforicamente.
Fisicamente.
PUDM da rifare e investimenti a rischio
I Piani di utilizzo del demanio marittimo vanno ripensati.
Rifatti.
Adeguati a una realtà che non è più quella di prima.
Senza una congrua estensione della durata delle concessioni, gli investimenti straordinari richiesti per ricostruire e adeguare le strutture diventano economicamente insostenibili.
Non si ammortizzano.
Non si fanno.
Il dato che fa paura: metà dei concessionari pronti a mollare
Circa il 50 per cento dei concessionari ha già manifestato l’esigenza di allungare i tempi concessori.
Un numero enorme.
Un segnale d’allarme chiarissimo.
Il rischio concreto è una desertificazione economica e occupazionale.
Stabilimenti chiusi.
Lavoratori a casa.
Litorali morti.
La carta europea: deroghe e Bolkestein nel mirino
Per questo la Regione guarda a Bruxelles.
E lo fa esplicitamente.
Savarino annuncia la richiesta di attivazione del meccanismo di solidarietà europea ex art. 107 del Trattato UE.
Uno strumento che, in caso di calamità naturali, consente deroghe speciali, comprese quelle alla direttiva Bolkestein.
Un tema politicamente esplosivo.
Che finora è stato spesso evitato.
E che ora torna sul tavolo, spinto dalla forza dei fatti.
La vera domanda: emergenza o cambio di paradigma?
I fondi servono.
Le proroghe pure.
Ma la Sicilia può continuare a inseguire le emergenze senza ripensare il modello di gestione delle sue coste?
Il ciclone Harry non è stato un incidente.
È stato un avvertimento.
Ora tocca alla politica dimostrare se sta solo tamponando o se ha finalmente capito che il clima ha già cambiato le regole del gioco.
Il settore balneare aspetta risposte strutturali, non solo ristori.
E questa volta il tempo non è dalla parte di nessuno.










