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C’è un po’ di Sicilia nel Nobel per la Fisica 2026.
Il premio è andato a Francis Halzen per i suoi contributi decisivi all’osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini di alta energia di origine astrofisica.
E la ricerca sui neutrini che ha portato a questo riconoscimento ha anche un pezzo di Mediterraneo.
È nelle profondità del mare, al largo della Sicilia, che l’INFN sta infatti realizzando KM3NeT, l’osservatorio sottomarino per neutrini che appartiene alla stessa nuova frontiera della ricerca nella quale si inserisce IceCube.
Il lavoro di Halzen ha aperto la strada allo studio dei neutrini di altissima energia provenienti dal cosmo.
Queste particelle vengono studiate dall’esperimento IceCube, in Antartide, che Halzen ha contribuito a ideare e sviluppare, e nel Mar Mediterraneo dall’osservatorio sottomarino per neutrini KM3NeT.
Neutrini e astroparticelle
A sottolineare il legame è Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nel commentare il Nobel assegnato allo scienziato.
Per Zoccoli, il riconoscimento non riguarda soltanto Halzen, ma l’intera comunità che studia i neutrini e le astroparticelle, «settori di ricerca di frontiera della fisica fondamentale» ai quali l’INFN contribuisce anche attraverso KM3NeT.
I neutrini sono particelle che arrivano anche dalle profondità del cosmo e proprio per questo possono essere utilizzati per studiare fenomeni dell’Universo ancora poco conosciuti.
Astronomia multimessaggera
“Infrastrutture scientifiche come IceCube e KM3NeT si inseriscono nella linea di ricerca della nuova astronomia multimessaggera, che studia le particelle che arrivano dalle profondità del cosmo per indagare i misteri ancora aperti del nostro universo”, spiega Zoccoli.
Il quadro è quello di una fisica che cerca nuovi modi per osservare il cosmo. Ai neutrini si affiancano le onde gravitazionali, con infrastrutture come Virgo e LIGO e con il futuro Einstein Telescope, che l’Italia spera di poter ospitare in Sardegna.
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La Sicilia contribuisce allo studio dei neutrini cosmici, particelle fondamentali per analizzare i fenomeni astrofisici più energetici e remoti dell’universo, dalle esplosioni stellari ai processi legati ai buchi neri.
Nella zona di Capo Passero è operativo l’osservatorio sottomarino per neutrini, all’interno del quale si colloca il telescopio KM3NeT4RR – Kilometer Cube Neutrino Telescope for Recovery and Resilience.










