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In Sicilia si parla di Social freezing, e si pongono le prime basi perché la Regione Siciliana possa aiutare economicamente le donne che non possono permetterselo.
Il social freezing è una prassi sempre più comune che consente la crioconservazione degli ovociti.
Insomma, conservare uova sane e in salute finché si è in giovane età, aspettando tempi maturi.
Perché
Per scelta medica o per scelta personale è una pratica riconosciuta dallo Stato italiano ma legato alla libera scelta di ogni donna.
Alcune Regioni stanno cercando di andare incontro alle esigenze delle donne che diventano madri sempre più tardi, e aiutarle economicamente.
Non esiste un prezzo nazionale unico ma si tratta di diverse migliaia di euro.
Il contributo economico promesso dalla Sicilia
Tra queste c’è appunto la Sicilia che in commissione Bilancio all’Ars ha approvato un emendamento che prevede un contributo fino a 3mila euro per le donne siciliane tra i 27 e i 40 anni, con ISEE familiare fino a 30mila euro proprio per l’accesso al social freezing.
Una sperimentazione per il 2026 che stanzia 300mila euro e che è stata promossa dalle deputate regionali M5S Cristina Ciminnisi e Martina Ardizzone.
PMA i dati in Italia
Il social freezing è una pratica che rientra tra quelle della PMA, procreazione mediamente assistita e in particolare si tratta della FO (fecondazione con impiego di ovociti crioconservati).
Secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di Sanità del marzo 2025 che analizza i dati del 2022, in Italia sono stati eseguiti 109.755 cicli di PMA sia di II e III livello con un aumento delle coppie trattate che sono state 87.192 (+1.102), dei cicli di trattamento effettuati con tecniche di PMA e dei bambini nati dall’applicazione di queste tecniche.
Non solo. Da quando è prevista la procreazione medicalmente assistita con la legge 40/2004 l’attività della PMA è aumentata di quasi 2 volte e la percentuale di bambini nati vivi sulla popolazione generale nel 2022 è arrivata al 4,25%.
In particolare nel 2022 la percentuale di gravidanza per scongelamenti effettuati sui trattamenti eseguiti con embrioni crioconservati (cicli FER) è del 32%, mentre quella dei trattamenti con scongelamento ovocitario (cicli FO) è del 16,6%.
Età media delle madri sempre più alta
A questi dati va aggiunto il fatto che l’età delle madri è sempre più alta. In 20 anni l’età media delle donne che si sottopongono a cicli di PMA è passata da 34 anni nel 2005 a 37 anni nel 2022 e la quota di donne sopra i 40 anni è passata dal 20,7% del 2005 al 34% del 2022.
Ecco perché sono sempre più numerose le donne che decidono di congelare i propri ovuli.
C’è chi lo fa ancora da single in attesa di trovare il compagno giusto e dare maggiori possibilità alla futura gravidanza. C’è chi decide di aspettare per avere una maggiore stabilità professionale o completare un percorso di studi o di carriera.
L’aspetto economico può essere una delle difficoltà da affrontare.
“Non significa dire alle donne quando diventare madri. Significa dare loro una possibilità in più. Per questo il punto non è il social freezing, che esiste già. Il punto è renderlo accessibile a tutte, indipendentemente dal reddito”, dichiara Ciminnisi.










