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Per una sera la ricerca scientifica cambia indirizzo.
Non resta nei laboratori, nelle università o nei centri di ricerca, ma incontra il pubblico nelle piazze, nei musei e negli spazi universitari.
Oggi venerdì 25 settembre torna SHARPER – Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l'iniziativa europea che prova a ridurre la distanza tra chi fa ricerca e chi, spesso senza rendersene conto, vive ogni giorno gli effetti di quella ricerca.
In Sicilia l'appuntamento coinvolge soprattutto Catania e Palermo, con programmi diversi ma un filo comune: portare fuori dai luoghi abituali esperimenti, strumenti, dati e domande che normalmente rimangono dietro le porte dei laboratori.
SHARPER è una delle iniziative associate alle azioni Marie Skłodowska-Curie della Commissione europea
L'edizione 2026 si svolge contemporaneamente in 13 città italiane e coinvolge più di 200 istituzioni, enti di ricerca e partner culturali, con oltre 800 iniziative. Il progetto non si limita a spiegare la scienza: punta a far incontrare ricercatori e cittadini attraverso esperienze partecipative, dagli esperimenti alle mostre, dai giochi alle dimostrazioni dal vivo.
Dai vulcani allo spazio
In Sicilia uno dei temi più immediati è quello del rapporto con un territorio nel quale la ricerca scientifica serve anche a capire e monitorare fenomeni che fanno parte della vita quotidiana.
A Catania, l'INGV porta al Palazzo della Cultura il monitoraggio vulcanico avanzato. L'attività mostra come i sistemi utilizzati per osservare i vulcani possano integrarsi con le tecnologie delle smart city, trasformando i dati raccolti in informazioni utili per la sicurezza e la comunicazione in tempo reale. L'appuntamento è previsto dalle 18 alle 23.59.
Ma la ricerca sul territorio siciliano non passa soltanto dall'Etna.
A Palermo, sempre venerdì, l'INGV propone “Pianeta Vivo”, un percorso tra vulcani, terremoti e clima. Il pubblico potrà osservare vulcani in miniatura, faglie monitorate in tempo reale e sismografi, ma anche utilizzare sensori ambientali e vedere immagini ottenute con droni e riprese subacquee.
Immergersi nell'osservazione del cielo
Nel Campus universitario di viale delle Scienze, l'INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo propone un viaggio immersivo nella storia dell'osservazione del cielo, dagli strumenti di Giuseppe Piazzi fino all'astronomia contemporanea, utilizzando anche tecnologie digitali e strumenti immersivi.
La ricerca non è una sola cosa
È forse questo l'aspetto più interessante della Notte dei Ricercatori: dietro la parola “scienza” ci sono lavori, discipline e domande molto diverse.
A Palermo, per esempio, il CNR porta il pubblico dentro la ricerca biomedica con un'attività dedicata alle vescicole extracellulari, minuscole strutture prodotte dalle cellule che possono trasportare proteine, DNA e RNA e trasferire informazioni tra cellule. Sono oggetto di studio anche per possibili applicazioni in campo medico e nutraceutico.
A Catania, invece, l'Università costruisce la manifestazione con tutti i suoi 17 dipartimenti, circa 1.500 persone coinvolte, 180 appuntamenti e 56 stand espositivi ed esperienziali. Ma anche qui il punto non è soltanto mostrare ciò che viene studiato: è trovare un linguaggio che permetta a chi non è ricercatore di capire perché quella ricerca conta.
Esperimenti, giochi, visite ai musei, spettacoli e incontri
Tra gli appuntamenti c'è anche la MiniTalk Challenge, nella quale 15 ricercatrici e ricercatori avranno pochi minuti per raccontare un argomento complesso senza nascondersi dietro il linguaggio specialistico.
Una notte per fare domande
La Notte europea dei Ricercatori nasce nel 2005 proprio per avvicinare il pubblico alla ricerca. L'edizione 2026 prova a farlo portando in primo piano non soltanto i risultati, ma anche il lavoro che c'è dietro: strumenti, tentativi, esperimenti, dati e problemi ancora aperti.
Ed è qui che l'iniziativa può diventare qualcosa di più di una grande vetrina della ricerca.
Un vulcano che viene monitorato, un terremoto studiato attraverso i dati, una cellula osservata per capire una malattia, un telescopio puntato verso il cielo sono pezzi diversi della stessa attività: cercare risposte a domande che spesso non hanno una soluzione immediata.
Il 25 settembre, in Sicilia, quelle domande escono dai laboratori e diventano accessibili a tutti. Non serve essere esperti per partecipare. Basta essere curiosi.










