imgi_3_hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg
imgi_3_hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg

PAGINE

Categorie

Categorie

image001-1

Giornalismo e News sul Mondo dell'Innovazione

imgi_2_sudpalermo-nero
press2a
imgi_36_salute-r3gyuy1g2pel8hbwa77uot1cmp6lw1ub1550w4sn1c
style-r3gyxz2q3hjun8xilickq1itje96oxv644tck8ayzk
sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4
sudarte-r3gyw83jdl5n1dgzt94kkzexqkvld7x5jh3teowckg
gusto-r3gyriwl7eq0zkar97zq463yt81ivp9gw7of0vv7og
imgi_2_sport-r3gyvr6fykih8e5kk1tac3on1n6zio1zh5d2rplfog

facebook
instagram
youtube
whatsapp
AMTS punta sulla tecnologia, ma a Catania il traffico frena gli autobusDigsource a ExpoMedicina, la salute digitale parte dalle personeAntimafia in Sicilia, nuove regole sui fondi: cosa cambia per imprese e cantieriDentro i vasi, in 3D, durante l’interventoPfizer, sul futuro di Catania è scontro Mimit - sindacatiIl lato siciliano del Nobel per la Fisica

Per qualsiasi informazione puoi contattarci a:

redazione@sudhitech.it

direttore@sudhitech.it

+39 339 7008876

IN EVIDENZA

Smart working, la sfida persa dal Sud costa 6,8 miliardi di euro l’anno

23-09-2026 06:00

Desirée Miranda

Innovazione e start up, Flusso,

Smart working, la sfida persa dal Sud costa 6,8 miliardi di euro l’anno

La Regione investe per attrarre lavoratori a distanza, ma la Sicilia resta al 9,5% e perde più giovani laureati di quanti ne attragga

smart-working-la-sfida-persa-dal-sud-costa-68-miliardi-di-euro-l’anno.png

Lo smart working in sicilia e in generale nel Mezzogiorno, è poco e a volte contrastato dalle aziende, anche quelle pubbliche.

 

I sindacati lo hanno spesso presentato come un antidoto o almeno un palliativo alle grandi crisi economiche che stiamo attraversando considerando che si spenderebbe meno per la benzina o in generale per i trasporti, e poi ci sono anche i risparmi in bolletta e degli strumenti per i datori di lavoro. 


Certo, a pagare questi ultimi sarebbe i dipendenti ma in generale hanno già una connessione internet a casa che comunque pagano e lavorando da casa riuscirebbe a conciliare diversamente gli impegni con la famiglia. Al netto di uno spazio per potersi concentrare che non tutti hanno in casa. 


Insomma ci sono pro e contro e non tutti hanno una postazione per lo smart working, ma in generale è uno strumento auspicato da molti.

 

Pure la Regione siciliana ha deciso delle misure per incentivarlo ma i numeri delle statistiche dicono che siamo ancora molto lontani dall’auspicabile.

 

Lo smart working da solo non basta

Come riportato da Eurispes nel Rapporto Italia 2026, i dati del Censimento permanente della popolazione condotto dell’Istat nel 2023 offrono la fotografia territoriale più dettagliata disponibile sulla diffusione dello smart working in Italia. 


La Sicilia rimane al 9,5%, quint’ultima in Italia e al di sotto della media nazionale del 13,8%. 
Il divario si accentua ulteriormente nella dimensione urbana. 
Tra i comuni meridionali con più di 150mila abitanti, Napoli raggiunge il 14,7% e Palermo il 14,4%, mentre Messina si ferma al 9,4%.

 

Molta differenza la fanno i settori di riferimento
Lo  smart  working  è  concentrato nei  servizi dell’informazione  e  comunicazione  (60,2%),  nelle  attività  finanziarie  e assicurative (43,7%), nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (36,9%) e  nella Pubblica amministrazione centrale (28,1%).

 

Comparti che nel Mezzogiorno hanno un peso strutturalmente inferiore rispetto al Centro-Nord. 

Al contrario,  i  settori  con  le  incidenze  più  basse  (manifattura,  agricoltura, ristorazione,  sanità  e  assistenza)  sono  quelli  in  cui  il  tessuto  produttivo meridionale è proporzionalmente più rappresentato.

 

La Regione siciliana ci ha provato ad attirare nuovi lavoratori a distanza

Proprio all’inizio di settembre 2026 il presidente Renato Schifani ribadiva un finanziamento specifico di 54 milioni.
Non una sua invenzione ma si è inserita nel solco tracciato dall’associazione nata nel 2020 South Working - Lavorare dal Sud.

La  tesi di base era che lo smart working, se accompagnato da infrastrutture leggere di prossimità  e  da  un  riconoscimento  normativo  adeguato,  potesse  tradursi  in mobilità residenziale stabile e in sviluppo locale diffuso.  


A distanza di cinque anni, i dati strutturali smentiscono quella prospettiva. 

 

A mancare sono proprio le prerogative di base

Secondo il Rapporto Svimez “Un  Paese,  due  emigrazioni.  Freedom  to  move,  right  to  stay”, nel periodo 2002-2024 sono più numerosi i giovani laureati che hanno lasciato il Sud che quelli che sono tornati. 
La quota di laureati tra i migranti meridionali diretti al Centro-Nord è passata dal 20% del 2002 a quasi il 60% del 2024.

In termini economici Svimez stima che la perdita annua di capitale umano qualificato dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord equivalga a circa 6,8 miliardi di euro l’anno nel triennio 2022-2024. 
Un calcolo che si basa sulla dispersione dell’investimento pubblico in istruzione sostenuto 
nelle regioni di origine.

 

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

SudHitech è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

sud

La tua pubblicità su SudHitech passa da qui! 

Scopri le opportunità, invia una richiesta