
Aumenta il costo delle materie prime, aumenta il costo dell’energia. E non poco. Le aziende subiscono, secondo CNA e fanno fatica a farvi fronte.
L’ultima rilevazione diffusa dalla CNA nazionale, rivela che il 76,5% delle micro e piccole imprese abbia subito un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre.
Eppure l’energia non è solo un costo, è una componente rilevante.
L’analisi “Energia e piccole imprese” rileva che il costo dell’energia incide in misura rilevante sull’attività dell’84% delle imprese: il 39,1% lo considera molto impattante e il 44,9% abbastanza impattante.
La questione energetica, quindi, non riguarda più soltanto i comparti tradizionalmente energivori, ma attraversa ormai l’intero sistema delle micro e piccole imprese.
"Tre imprese su quattro hanno visto aumentare le bollette, e nella nostra Isola il peso dell’energia sui costi di produzione è una zavorra che rischia di far chiudere migliaia di attività. Non possiamo più aspettare interventi tampone”, dichiara Filippo Scivoli, presidente di CNA Sicilia.
L’effetto principale è la riduzione della marginalità aziendale, indicata dal 56,8% delle imprese.
Il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi praticati ai clienti, mentre il 2,7% ha dovuto ridurre la produzione o i servizi offerti.
“In Sicilia – aggiunge Scivoli – la situazione è resa ancora più complessa dalla fragilità strutturale del nostro tessuto produttivo, fatto di artigiani, commercianti, piccoli laboratori e servizi che non hanno né la forza contrattuale né le risorse per assorbire rincari che, in quasi due casi su tre, superano il 10%.
La conseguenza è sempre la stessa: margini erosi, investimenti bloccati, occupazione a rischio. È una spirale perversa che va spezzata”.
Secondo il segretario regionale Piero Giglione, “In Sicilia, dove il Mezzogiorno mostra segnali di fiducia ma resta esposto alle oscillazioni dei mercati, serve una politica energetica che riconosca la specificità delle micro e piccole imprese”.
“Non basta più il decreto emergenziale – prosegue Giglione –. Servono strumenti accessibili, trasparenza nel mercato, contrattazione di lungo periodo per le PMI e le loro aggregazioni, priorità all’autoconsumo e alle comunità energetiche. La Regione Siciliana ha mostrato sensibilità su alcuni fronti, ma ora serve continuità e coraggio: l’energia deve diventare una voce della politica industriale regionale, non un’emergenza da gestire di volta in volta”.










