
Falde salate, coste erose e città barocche: scienziati e istituzioni discutono strumenti concreti per tutelare comunità e patrimonio UNESCO.
Ragusa ospiterà il 20 e 21 novembre 2026, al Palazzo della Provincia, la Conferenza Mediterranea COMEN dedicata alla vulnerabilità della Sicilia sudorientale.
Il titolo dell’appuntamento è “Quelle amate e violate sponde. Vulnerabilità, prevenzione e governo del territorio nella Sicilia sudorientale”.
L’iniziativa, copatrocinata dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, riunirà ricercatori, amministratori ed esperti per affrontare le minacce naturali e quelle prodotte dalle attività umane, con una proposta centrale: realizzare un Centro Provinciale di Monitoraggio dei Rischi naturali e antropici, pensato per assumere una funzione di rilievo regionale.
La questione riguarda la sicurezza delle comunità, la disponibilità dell’acqua, le attività produttive e la conservazione di un patrimonio che costituisce una parte essenziale dell’identità siciliana.
Terremoti, dissesto e inquinamento: i temi della conferenza
Il confronto abbraccerà diversi scenari di rischio che interessano la Sicilia sudorientale, dalle città barocche del Val di Noto al territorio di Siracusa, fino alla fascia costiera e alle aree agricole.
Tra gli argomenti annunciati:
- Rischio sismico, con attenzione al territorio ibleo e ai sistemi di faglie che interessano l’area tra Noto, Rosolini, Modica, Ragusa e Scicli.
- Dissesto idrogeologico, alluvioni e frane.
- Erosione costiera e innalzamento del livello del mare, con particolare riferimento agli insediamenti urbani e ai beni culturali esposti.
- Desertificazione, disponibilità delle risorse idriche e contaminazione delle acque.
- Rischi industriali, anche nell’area di Priolo-Melilli.
- Consumo di suolo, abusivismo edilizio e pressione delle attività umane sugli ecosistemi.
Uno spazio specifico riguarderà le plastiche utilizzate nella serricoltura, la loro dispersione nell’ambiente e le possibili conseguenze di microplastiche e nanoplastiche sugli ecosistemi marini e sulla catena alimentare.
Il riferimento territoriale comprende la fascia tra la foce del Dirillo e Punta Secca.
Acqua e agricoltura: il problema delle falde salate
Un capitolo particolarmente rilevante riguarda l’intrusione marina negli acquiferi costieri.
L’INGV, illustrando nell’aprile 2026 i risultati degli studi sul territorio ibleo, ha riferito che le analisi di laboratorio confermano l’avanzamento del cuneo salino nelle falde costiere, collegandolo all’eccessivo prelievo d’acqua per l’irrigazione nelle aree di serricoltura.
Lo stesso istituto ha segnalato anche problemi di inquinamento delle acque.
La conferenza affronterà le conseguenze sulla qualità delle risorse idriche e sulla produttività agricola, insieme alla contaminazione delle acque sotterranee dell’altopiano ragusano e agli strumenti per monitorarla e limitarla.
La rete OSU e il progetto del Centro di monitoraggio
Durante i lavori sarà illustrato il percorso della rete OSU, Osservatorio Sismico Urbano, avviato a Ragusa dal Libero Consorzio Comunale e dal Comune capoluogo.
La proposta del nuovo Centro mira a collegare osservazioni sismiche, analisi di acque e suoli, controllo dell’erosione e studio dell’innalzamento del mare.
Si tratta di un progetto da realizzare, non dell’annuncio di una struttura già pienamente operativa.
Il primo annuncio ipotizza una sistemazione iniziale presso l’Ufficio tecnico e una futura sede nell’ex area di sviluppo industriale, chiedendone l’assegnazione gratuita al Libero Consorzio.
La prospettiva è dare continuità alle attività di osservazione e mettere le conoscenze scientifiche a disposizione delle decisioni pubbliche.
INGV, ISPRA, CNR e università: le competenze coinvolte
Il programma riunisce specialisti di discipline diverse, dalla geologia alla tutela del patrimonio architettonico.
Tra i nomi annunciati figurano:
- Stefano Laporta, vicepresidente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.
- Lucia Trigilia, docente di Storia dell’architettura all’Università di Catania e direttrice del Centro Studi sul Barocco.
- Nicola Casagli, docente di Geologia applicata all’Università di Firenze, presidente dell’OGS e componente della Commissione Nazionale Grandi Rischi.
- Giuseppe Maschio, professore emerito dell’Università di Padova, anch’egli componente della Commissione Grandi Rischi.
- Domenico Patanè, dirigente di ricerca INGV e responsabile del Centro di Monitoraggio Sismico Urbano e delle Infrastrutture.
- Massimo Chiappini, dirigente di ricerca INGV, esperto di tecnologie di monitoraggio.
- Marco Anzidei, dirigente di ricerca INGV, impegnato nello studio dell’innalzamento del livello marino.
- Giovanni Randazzo, docente dell’Università di Messina e componente del Comitato tecnico-scientifico regionale.
- Lidietta Giorno, dirigente di ricerca CNR-ITM, esperta di scienza e bioingegneria delle membrane.
Il programma del 20 e 21 novembre
Il programma è preliminare e contempla interventi da remoto.
Venerdì 20 novembre
| Orario | Lavori e protagonisti |
|---|---|
| 9:15 | Apertura di Maria Rita Annunziata Schembari, saluti di Giuseppe Cassì; invitati Nello Musumeci, Giusy Savarino e Stefano Laporta. |
| Dalle 10:30 | Prima sessione: Francesco Venerando Mantegna, Lucia Trigilia, Nicola Casagli, Giuseppe Maschio, Giovanni Iacono, Domenico Patanè, Rosario Ruggieri, Francesco Roccaro. |
| 16:30–19:00 | Seconda sessione: Sergio Gurrieri, Sergio Bellomo, Lidietta Giorno, Francesco Del Litto, Marcello Dimartino, Giuseppe Occhipinti. |
Sabato 21 novembre
| Orario | Lavori e protagonisti |
|---|---|
| 9:30–12:45 | Terza sessione: Massimo Chiappini, Marco Anzidei, Giovanni Randazzo, Antonio Megna, Rosario Mineo, Giuseppe Scaglione, Giovanni Savasta, Calogero Beringheli, Salvatore Cocina, Cecilia Silvestri, Arianna Orasi, Sergio Angelotti, Francesco Valenti. |
| 16:30 | Uccio Barone: memoria del terremoto del 1693 e tutela delle città barocche. |
| 17:00 | Conclusioni di Schembari, Cassì e Mantegna. |
| 18:00 | Concerto di solisti ragusani. |
Orari e partecipazioni sono quelli riportati nel primo annuncio ufficiale di COMEN.
Dagli studi alle decisioni: la prevenzione alla prova dei fatti
L’appuntamento si inserisce in un percorso di collaborazione già avviato sul territorio.
L’INGV ha documentato l’istituzione di un Tavolo tecnico-scientifico permanente con il Libero Consorzio di Ragusa, destinato a trasformare i risultati della ricerca in strumenti per la pianificazione e la prevenzione.
Il valore della conferenza si misurerà anche nella capacità di dare seguito alle proposte: individuare responsabilità, risorse, tempi e priorità d’intervento.
Perché proteggere un territorio richiede decisioni verificabili, manutenzione e controlli continui.
L’appuntamento è a Ragusa il 20 e 21 novembre: un’occasione per portare al centro del confronto pubblico la sicurezza delle persone e il futuro di un patrimonio che appartiene a tutti.










