
Imprese e comunità sperimentano un’accoglienza diffusa che favorisce permanenze lunghe, relazioni autentiche e nuove opportunità.
Trasformare i visitatori in cittadini temporanei, attrarre professionisti internazionali e creare nuove opportunità economiche nelle aree interne della Sicilia.
È l’obiettivo della prima edizione di Madonie Nomad Residency, il progetto presentato nella Sala consiliare del Comune di Castelbuono e rivolto soprattutto a nomadi digitali, lavoratori da remoto e professionisti della Creator Economy.
L’iniziativa è promossa da So.Svi.Ma., l’Agenzia di sviluppo delle Madonie, con il Comune di Collesano nel ruolo di capofila.
L’organizzazione è affidata a Empeeria, con il supporto di Destination Italia.
L’incontro di presentazione è stato moderato dalla giornalista e CEO di Reputation Lab Santina Giannone.
Dalle visite rapide alla cittadinanza temporanea
Madonie Nomad Residency nasce dalla volontà di superare il modello del turismo rapido e di consumo, nel quale il visitatore attraversa una località senza costruire un rapporto stabile con il territorio.
La prospettiva proposta è quella di una permanenza più lunga, durante la quale il professionista possa lavorare, utilizzare servizi, conoscere le imprese locali e partecipare alla vita della comunità.
Non soltanto turismo, dunque, ma una forma di cittadinanza temporanea capace di produrre relazioni e ricadute economiche più durature.
L’ambizione dichiarata è trasformare il comprensorio madonita in un punto di riferimento per chi può lavorare indipendentemente dalla propria sede geografica.
In questo modello, i borghi non vengono considerati semplicemente come destinazioni da visitare, ma come luoghi nei quali vivere, lavorare e sviluppare nuovi progetti.
Chi sono i nomadi digitali
I nomadi digitali sono professionisti che utilizzano tecnologie e connessioni internet per lavorare a distanza, spostandosi periodicamente tra città e Paesi diversi.
Per attrarli non bastano paesaggi, cultura ed enogastronomia.
Servono connessioni affidabili, spazi di coworking, abitazioni accessibili, servizi efficienti e occasioni di relazione con la comunità locale.
È su questa combinazione che il progetto delle Madonie intende costruire una proposta integrata e sostenibile.
Un progetto itinerante tra i Comuni delle Madonie
La prima edizione si svolge a Castelbuono, ma Madonie Nomad Residency è stato concepito come un format itinerante.
Le prossime edizioni dovrebbero coinvolgere progressivamente altri Comuni del comprensorio, mettendo in rete strutture, competenze e risorse locali.
Per l’amministratore unico di So.Svi.Ma. Alessandro Ficile, l’iniziativa rappresenta una parte di una strategia più ampia dedicata al futuro delle aree interne.
«Non parliamo di un evento estemporaneo, ma dell’avvio di un percorso itinerante pensato per fare rete tra i Comuni, mettere a sistema le risorse locali e dimostrare che le Madonie hanno tutte le carte in regola per attrarre nuove competenze e visibilità internazionale», ha spiegato Ficile.
L’obiettivo, secondo l’amministratore di So.Svi.Ma., è produrre un impatto sociale concreto attraverso una convergenza di interessi e progettualità.
La scelta di coinvolgere più amministrazioni risponde alla struttura policentrica delle Madonie, un territorio composto da comunità differenti ma accomunate da problemi simili: spopolamento, riduzione dei servizi e difficoltà nell’attrarre nuove attività economiche.
Collesano capofila: creare le condizioni per tornare e restare
Il Comune capofila del progetto è Collesano, guidato dalla sindaca Tiziana Cascio.
Secondo la prima cittadina, la sfida consiste nel trasformare la promozione territoriale in opportunità permanenti per le comunità.
«Vogliamo fare in modo che questo evento non resti isolato», ha dichiarato Cascio.
«Vogliamo dare la possibilità di tornare e di restare, oltre la promozione fine a sé stessa del territorio. La componente relazionale deve essere il vero volano di comunità per la crescita delle Madonie».
Il punto centrale riguarda proprio la capacità di tradurre l’espressione “fare rete” in azioni verificabili.
La collaborazione tra i Comuni può diventare efficace soltanto se accompagnata dalla condivisione di servizi, infrastrutture, strategie ricettive e strumenti di promozione.
Castelbuono laboratorio di coworking pubblico
La scelta di Castelbuono come sede della prima edizione non è casuale.
Il Comune ha già investito nella creazione di un coworking pubblico, sostenendo il lavoro da remoto come possibile leva di sviluppo per le aree interne.
L’esperienza, avviata e consolidata dopo la pandemia, ha registrato anche la partecipazione di professionisti stranieri.
Per il sindaco Mario Cicero, la manifestazione si inserisce nella vocazione culturale e innovativa della cittadina.
«Castelbuono è da sempre un laboratorio aperto di accoglienza e cultura. Ospitare la prima edizione di questo Festival conferma la nostra vocazione all’innovazione, mettendo l’identità della comunità al servizio di un percorso di ampio respiro», ha affermato Cicero.
Il coworking può diventare uno degli strumenti attraverso i quali contrastare l’isolamento professionale e favorire l’incontro tra lavoratori internazionali, imprese del territorio e giovani residenti.
Il ruolo delle imprese e della Creator Economy
Madonie Nomad Residency non si limita alla dimensione ricettiva.
Il progetto intende creare collegamenti tra i professionisti che lavorano online e il sistema produttivo locale.
Durante i tre giorni sono previsti workshop, incontri e format divulgativi dedicati al lavoro globale, all’innovazione sociale e alla Creator Economy.
Quest’ultima comprende le attività economiche sviluppate da creatori di contenuti, comunicatori, videomaker, designer, consulenti digitali e professionisti che utilizzano le piattaforme online per produrre e distribuire servizi.
Secondo l’executive director di Empeeria Tony Cirnigliaro, il Festival vuole costruire «un ponte concreto tra la community dei nomadi digitali e le energie del territorio siciliano».
L’obiettivo è mettere in relazione le competenze digitali con le eccellenze delle imprese storiche locali, favorendo contaminazioni, collaborazioni e nuovi progetti.
Destination Italia: puntare sulle permanenze lunghe
A sostenere l’iniziativa è anche Destination Italia, operatore specializzato nella promozione e nell’organizzazione dell’offerta turistica italiana.
La presidente Dina Ravera ha definito il nomadismo digitale una delle nuove frontiere per la valorizzazione dei territori italiani.
«Sostenere Madonie Nomad Residency significa scommettere su un turismo ad alto impatto e a lunga permanenza, capace di generare relazioni autentiche con il tessuto locale», ha dichiarato.
Il tema della durata del soggiorno è rilevante anche dal punto di vista economico.
Una permanenza prolungata può distribuire la spesa su un numero maggiore di attività, coinvolgendo ristorazione, commercio, servizi, affitti, trasporti e produzioni locali.
Le Madonie come laboratorio per le smart land
Il progetto propone il Parco delle Madonie come possibile laboratorio per le smart land, territori nei quali innovazione digitale, sostenibilità e cooperazione tra enti locali vengono utilizzate per migliorare la qualità della vita.
La sfida, tuttavia, non si esaurisce nell’organizzazione di un Festival.
Il risultato dovrà essere misurato sulla capacità di generare ritorni, permanenze più lunghe, collaborazioni professionali e nuove attività economiche.
Saranno determinanti anche la qualità delle connessioni, la disponibilità di alloggi, l’accessibilità dei trasporti e l’efficienza dei servizi pubblici.
Il successo di Madonie Nomad Residency dipenderà quindi dalla possibilità di trasformare l’esperienza iniziale in una politica territoriale continuativa, condivisa dai Comuni e sostenuta dagli operatori economici.
Le attività del Festival sono iniziate nel pomeriggio del 4 settembre, con l’apertura degli spazi destinati al pubblico e ai partecipanti della residency.
Il programma completo e le modalità di registrazione sono disponibili sul sito ufficiale di Madonie Nomad Residency.










