
Se tanti giovani italiani laureati tra i 24 e i 30 decidono di lasciare l’Italia in favore dell’estero, è anche vero che ci sono tanti laureati stranieri che scelgono di trasferirsi in Italia.
Il saldo così sarebbe positivo, ovvero ne arrivano più di quanti ne partono.
Non ovunque però.
Vanno soprattutto in Lombardia (+9.076), ma anche in Emilia-Romagna (+3.531), nel Lazio (+3.286) e in Toscana (+2.667).
Tra i giovani laureati stranieri che scelgono il nostro Paese, il 17,8 per cento proviene dal Sud America, il 27,6 per cento dall’Europa e oltre un terzo dall’Asia.
È quanto emerge dallo studio della CGIA dal titolo: Altro che fuga: i cervelli arrivano e nessuno se n’è accorto.
Il mezzogiorno, invece, continua a perdere i suoi giovani migliori, quelli che hanno investito negli studi e che dopo avere preso la laurea se ne vanno.
Il saldo complessivo tra il 2029 e il 2024 a Sud e nelle Isole rimane negativo per oltre 11 mila laureati (-11.419) e in Sicilia se ne contano -2.994.
I dati per la Sicilia
Nel dettaglio i dati dicono che in Sicilia, sono rientrati 1.869 italiani e ne sono partiti 7.471 per una perdita complessiva di -5.602 giovani siciliani laureati. Se guardiamo i numeri degli stranieri laureati ne sono arrivati 2.822 e se ne sono andati 214. Il totale è dunque positivo +2.608 ma non compensa come al Nord le partenze dei giovani siciliani laureati.
Cosa ha fatto la Regione
Dal 2019 ad oggi sono diverse le misure che la Regione Siciliana ha provato a mettere a disposizione, ma più che contro la fuga dei cervelli miravano a reinserimento, aggiornamento delle competenze, riqualificazione e accompagnamento al lavoro.
Il problema, come evidenziato dai dati, non è stato risolto. Anche per questo si è provato a virare definendo, per il 2026, la misura South working.
L’obiettivo è favorire la permanenza o il rientro in Sicilia di lavoratori qualificati attraverso il lavoro agile per aziende che hanno sede nel resto d'Italia o all’estero.
La misura è ancora in corso, i risultati si conteranno alla fine dell’anno.










