
Un sistema di pagamento invisibile a occhio nudo ma comunque presente e che rischia di trasformare la tecnologia più avanzata in tema di pedaggi autostradali, in una arma contro i consumatori. È l’allarme lanciato dall’associazione di consumatori Adoc.
Tolti i caselli infatti non significa che non si deve pagare.
È un sistema progettato per eliminare le tante code che si creano ai caselli, soprattutto in alcuni giorni o periodi dell’anno come durante le vacanze estive, quando sono più numerosi gli automobilisti che usano l’autostrada.
Certo, per chi usa il telepass non cambia praticamente nulla, ma non è lo stesso per tutti quelli che si spostano occasionalmente e su cui ricadrà la responsabilità dei pagamenti entro 15 giorni dal passaggio.
Pena multe che rischiano di arrivare a oltre 300 euro.
Il sistema di pagamento dei pedaggi Free Flow arriverà presto anche in Sicilia
Il CAS, Consorzio autostrade siciliane lo ha previsto sin dal 2024 per l’Autostrada Al18 SR-Gela sia nella tratta Cassibile-Rosolini (lotti 3-4-5), sia nella tratta Ispica-Modica (lotti 6-7-8).
Partito in sperimentazione in alcuni tratti del Nord Italia verrà presto esteso all’intero territorio nazionale e viene presentato come un contributo alla riduzione dell’inquinamento ambientale. Secondo Adoc però, presenta alcuni problemi e induce in errore sin dal nome scelto.
“Il termine free risulta fortemente fuorviante: non si tratterà affatto di un pedaggio libero o gratuito, ma della sola eliminazione dei caselli fisici a fronte dell'obbligo continuativo di pagamento”.
La tecnologia manda a casa i casellanti
Scompariranno i vecchi casotti fisici per i pedaggi dunque e saranno sostituiti da portali metallici sopra la carreggiata dotati di telecamere ad alta definizione sensori e antenne elettroniche.
L’automobilista non dovrà fare nessun cambio di corsia e nessun incolonnamento, ma il suo transito sarà identificato dal sistema.
Se si ha di un dispositivo di telepedaggio, come Telepass o altri apparati compatibili, il pedaggio viene addebitato direttamente sul conto associato.
Per chi non ce l’ha sorge invece il problema di doversi ricordare di farlo in un secondo momento.
I nodi sollevati da Adoc
“Il vero nodo critico resta però la totale assenza di un’informazione adeguata verso gli utenti, sui quali ricadrà l'intero onere di gestione con il rischio concreto di pesanti rincari”, denuncia Adoc.
“L'esperienza maturata sulle tratte già attive dimostra che pedaggi minimi, ad esempio di soli 2 euro, lievitano rapidamente a 6 o 10 euro a causa dei costi di recupero e notifica.
“L'automobilista - continuano da Adoc - deve quindi ricordarsi autonomamente di saldare l'importo entro 15 giorni attraverso app dedicate, spesso poco intuitive o soggette a malfunzionamenti, oppure recandosi presso i rari punti fisici abilitati.
In caso di mancato pagamento entro i 15 giorni scattano immediatamente more e costi amministrativi; persistendo l'omissione, si applicano sanzioni che variano da 87 a 344 euro”.
Un sistema che secondo l’associazione dei consumatori ha in sé troppe criticità e per questo ne chiedono una revisione
“Così strutturato il "Free Flow" rischia di trasformarsi in un incubo quotidiano per chi viaggia, minando l'effettiva esigibilità del diritto alla mobilità e rendendolo più oneroso, a rischio truffe e inaccessibile”.
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