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Nelle Madonie il lavoro cambia casa: Castelbuono accoglie i nomadi digitali

10-08-2026 06:00

Redazione

Eventi HiTech, Flusso,

Nelle Madonie il lavoro cambia casa: Castelbuono accoglie i nomadi digitali

Dal 4 al 20 settembre un esperimento internazionale unirà tecnologia, comunità e qualità della vita per rilanciare le aree interne italiane.

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Dal 4 al 20 settembre un esperimento internazionale unirà tecnologia, comunità e qualità della vita per rilanciare le aree interne italiane.

 

Dal 4 al 6 settembre 2026, Castelbuono ospiterà la prima edizione di Madonie Nomad Residency, un appuntamento internazionale dedicato ai nomadi digitali, ai professionisti del lavoro da remoto e ai nuovi modelli di sviluppo territoriale.

Il progetto proseguirà poi dal 7 al 20 settembre con una residenza immersiva durante la quale i partecipanti potranno vivere e lavorare nel borgo, trasformandosi per qualche settimana in veri e propri abitanti temporanei.

L’obiettivo è ambizioso: dimostrare che anche un centro delle aree interne siciliane può diventare un luogo nel quale produrre innovazione, costruire relazioni professionali e lavorare per aziende e organizzazioni situate in qualsiasi parte del mondo.

 

Castelbuono diventa un laboratorio sul futuro del lavoro

Il punto di partenza è uno dei problemi più gravi che attraversano la Sicilia: lo spopolamento dei piccoli Comuni, accompagnato dalla fuga dei giovani, dalla riduzione dei servizi e dalla progressiva marginalizzazione economica delle aree interne.

La diffusione del lavoro agile e delle tecnologie digitali può però modificare almeno in parte questo scenario.

Se per svolgere un’attività professionale non è più indispensabile vivere in una grande città, anche un borgo può diventare una possibile sede di lavoro, a condizione che disponga di connessioni efficienti, servizi adeguati, spazi condivisi e capacità di accoglienza.

Castelbuono parte dall’esperienza di South Working Castelbuono, lo spazio di coworking promosso dall’associazione Social Green Hub, per provare a costruire un modello più ampio di rigenerazione sociale e territoriale.

 

Tre giorni tra formazione, intelligenza artificiale e comunità

Il festival, in programma dal 4 al 6 settembre, sarà gratuito, con registrazione obbligatoria e posti limitati.

Sono attesi oltre 200 partecipanti, provenienti da più di 15 Paesi, all’interno di una comunità internazionale e bilingue.

Il programma comprende talk, panel, workshop, attività di networking ed esperienze nel territorio.

Tra gli argomenti affrontati figurano il futuro del lavoro, l’intelligenza artificiale applicata alle organizzazioni, il nomadismo digitale, la salute mentale, il rapporto tra professioni e comunità, la comunicazione dei territori e le opportunità per startup e imprese siciliane.

Una parte del confronto sarà dedicata anche alle contraddizioni di questi nuovi modelli.

Il lavoro da remoto può offrire maggiore libertà, ma può produrre anche isolamento, precarietà, instabilità e nuove disuguaglianze.

Il programma pone inoltre una domanda decisiva: i nomadi digitali possono realmente contribuire allo sviluppo delle comunità locali oppure rischiano di trasformare i borghi in semplici scenografie per soggiorni temporanei?

 

Dopo il festival arriva la residenza nel borgo

Dal 7 al 20 settembre, Madonie Nomad Residency entrerà nella sua seconda fase con la formula dell’“Open Stay”.

I partecipanti potranno fermarsi a Castelbuono, utilizzare spazi di coworking diffuso, organizzare sessioni di lavoro intensivo e prendere parte alla vita quotidiana del territorio.

Non si tratterà quindi soltanto di lavorare davanti a un computer con un panorama suggestivo alle spalle.

La residenza è pensata per favorire il contatto con le attività economiche, la cultura, le filiere produttive e il patrimonio naturalistico del Parco delle Madonie.

Il valore dell’esperimento dipenderà proprio dalla capacità di evitare un modello puramente turistico e di generare rapporti duraturi tra professionisti, imprese e comunità locale.

 

Dalle Madonie un possibile modello per le aree interne

Madonie Nomad Residency viene presentato come un laboratorio per la costruzione delle cosiddette Smart Land, territori nei quali innovazione digitale, qualità della vita e identità locale riescono a convivere.

Il progetto è promosso da SOSVIMA, con il sostegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è organizzato da Empeeria con il supporto di Destination Italia Group.

 

Tra i soggetti patrocinanti figurano ENIT, Regione Siciliana, Comune di Castelbuono, Comune di Collesano, Rete dei borghi e BCC Madonie.


Madonie Nomad Residency – sito ufficiale e programma

 

L’innovazione, però, non può essere ridotta a qualche scrivania condivisa o a una connessione veloce.

Per rendere davvero attrattive le aree interne servono trasporti, assistenza sanitaria, servizi pubblici, abitazioni disponibili e infrastrutture digitali affidabili.

Il festival di Castelbuono può aprire una strada, ma il risultato più importante si misurerà dopo la partenza degli ospiti: nelle opportunità economiche create, nelle collaborazioni rimaste sul territorio e nella capacità di rendere il diritto a restare una scelta concretamente praticabile.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

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