
Dopo i roghi, sale ora l’urgenza di censire i danni, delimitare le zone colpite e attivare rapidamente gli aiuti previsti per l’agricoltura.
Unimpresa Sicilia e Confcommercio Catania hanno sottoscritto un accordo federativo finalizzato a rendere più stabile e incisiva la rappresentanza del mondo economico.
L’intesa punta a mettere in comune competenze, esperienze e capacità progettuali, sviluppando iniziative condivise sui principali temi economici e sociali che interessano il territorio.
Parallelamente, Unimpresa Sicilia ha annunciato il proprio sostegno alla richiesta dell’Unione Coltivatori Italiani, che sollecita la Regione Siciliana ad avviare il procedimento per il riconoscimento dello stato di calamità naturale nelle zone devastate dagli incendi.
Due iniziative distinte, ma accomunate dall’obiettivo di offrire risposte concrete alle difficoltà affrontate dalle attività produttive dell’Isola.
L’accordo federativo tra Confcommercio Catania e Unimpresa Sicilia
Il nuovo percorso associativo coinvolge Confcommercio Catania, presieduta da Pietro Agen, e Unimpresa Sicilia, guidata da Giuseppe Spadafora, che ricopre anche l’incarico di vicepresidente nazionale di Unimpresa.
L’accordo federativo nasce dalla volontà di superare la frammentazione che spesso caratterizza la rappresentanza del mondo imprenditoriale.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano il rafforzamento della tutela del tessuto produttivo, il consolidamento della rappresentanza delle aziende e la promozione di una strategia comune nei rapporti con le istituzioni.
L’intesa dovrebbe inoltre favorire la realizzazione di progetti e iniziative condivise sui temi dello sviluppo economico, del lavoro, dell’innovazione e della competitività.
Agen: “Fare sistema per affrontare le sfide economiche”
Secondo il presidente di Confcommercio Catania, l’ingresso di Unimpresa nel sistema confederale può rappresentare un valore aggiunto per l’intero mondo economico.
«Oggi le associazioni di categoria sono chiamate a superare ogni frammentazione e a costruire una rappresentanza sempre più autorevole, capace di dialogare con le istituzioni e di affrontare insieme le grandi sfide dello sviluppo economico della Sicilia», ha dichiarato Pietro Agen.
Per il presidente di Confcommercio Catania, fare sistema significa condividere competenze, esperienze e capacità di proposta, creando sinergie utili a tutto il tessuto produttivo.
Il punto centrale dell’accordo sarà dunque la capacità delle due organizzazioni di trasformare la collaborazione formale in iniziative operative, servizi e proposte rivolte alle aziende.
Spadafora: “Nessuna organizzazione può affrontare da sola queste sfide”
Anche Giuseppe Spadafora sottolinea la necessità di costruire una rete più ampia tra le associazioni imprenditoriali.
«Il partenariato con Confcommercio nasce dalla convinzione che oggi le associazioni di rappresentanza debbano fare rete per offrire risposte più efficaci alle imprese», ha affermato il presidente di Unimpresa Sicilia.
Secondo Spadafora, la complessità delle difficoltà economiche affrontate dalla Sicilia rende necessario un coordinamento più stretto tra le organizzazioni di categoria.
«L’accordo ci consentirà di mettere insieme competenze ed esperienze, rafforzando la capacità di proposta e di interlocuzione con le istituzioni», ha aggiunto.
La collaborazione dovrebbe quindi aumentare il peso delle istanze avanzate dal mondo produttivo nei confronti della Regione, degli enti locali e delle altre amministrazioni competenti.
Incendi in Sicilia, la richiesta dello stato di calamità naturale
Accanto all’accordo con Confcommercio Catania, Unimpresa Sicilia ha deciso di sostenere l’iniziativa dell’Unione Coltivatori Italiani in favore delle aziende agricole colpite dagli incendi.
L’UCI ha chiesto alla Regione Siciliana di avviare con la massima urgenza il procedimento necessario per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
La richiesta comprende la ricognizione completa dei danni, la delimitazione ufficiale dei territori interessati e l’attivazione degli interventi compensativi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale.
Si tratta di passaggi necessari per individuare le aziende danneggiate, quantificare le perdite e definire gli strumenti economici da utilizzare per sostenere la ripresa delle attività.
I danni all’agricoltura coinvolgono tutta l’economia siciliana
La questione non riguarda esclusivamente le coltivazioni o gli allevamenti direttamente raggiunti dalle fiamme.
La crisi di un’azienda agricola produce effetti anche sulla trasformazione alimentare, sulla distribuzione, sul commercio, sulla logistica e sul turismo enogastronomico.
«Per ogni giorno perso nuove aziende rischiano di chiudere», ha avvertito Giuseppe Spadafora, definendo prioritaria la richiesta presentata dall’Unione Coltivatori Italiani.
Il presidente di Unimpresa Sicilia ha sollecitato tempi rapidi per la verifica dei danni e per l’attivazione delle misure previste dal Fondo di solidarietà nazionale.
Allo stesso tempo, l’associazione chiede alla Regione di valutare ulteriori interventi straordinari per consentire alle aziende di riprendere la produzione e tornare a investire.
La verifica sarà nei risultati concreti
L’accordo federativo tra Confcommercio Catania e Unimpresa Sicilia amplia il fronte della rappresentanza imprenditoriale, ma la sua efficacia dovrà essere misurata attraverso i risultati raggiunti.
Serviranno proposte operative, servizi accessibili e una capacità di interlocuzione istituzionale in grado di incidere sulle decisioni che riguardano le attività economiche.
Sul versante degli incendi, invece, la priorità è rappresentata dai tempi della risposta pubblica.
La ricognizione dei danni e la delimitazione delle aree colpite costituiscono il primo banco di prova per assicurare alle aziende agricole gli aiuti necessari e impedire che l’emergenza ambientale si trasformi in una crisi economica e occupazionale ancora più estesa.










