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Pfizer conferma la linea: Catania fuori dalla strategia del gruppo

30-07-2026 06:00

Redazione

Sostenibilità Mobilità del Futuro, Flusso,

Pfizer conferma la linea: Catania fuori dalla strategia del gruppo

L'audizione all'Ars conferma la posizione dell'azienda. Cresce la pressione per trovare un'alternativa industriale

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Pfizer non cambia linea. 

Davanti alla Terza Commissione Attività produttive dell'Assemblea regionale siciliana, l'azienda ha confermato l'assenza di un piano di riconversione per lo stabilimento di Catania, ribadendo gli esuberi e la volontà di cedere il sito. 

Una posizione che, dopo il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rende ancora più evidente una scelta industriale che appare ormai definita.

 

Nessuna speranza per il futuro?

Se fino a poche settimane fa il confronto ruotava attorno alla possibilità di salvaguardare la produzione, oggi il nodo sembra un altro: capire se esista ancora uno spazio per garantire un futuro industriale allo stabilimento e tutelare le competenze costruite in oltre sessant'anni di attività.

 

Del resto, come evidenziato nei giorni scorsi da SudPress attraverso un'analisi dell'economista Franz Cannizzo, la decisione della multinazionale non nasce da una crisi finanziaria. 

 

I conti del gruppo restano solidi e la riorganizzazione è legata alla nuova strategia globale avviata dopo l'acquisizione di Seagen da 43 miliardi di dollari: investire nei farmaci innovativi, soprattutto in oncologia, e dismettere le produzioni considerate non più strategiche. 

In questo scenario, il sito di Catania sembra essere uscito dal perimetro degli investimenti del gruppo.

 

Ribadita la posizione aziendale

L'audizione all'Ars ha dato una conferma politica a questo scenario. 

Nel corso dell'incontro, presieduto dal deputato Gaspare Vitrano, l'amministratore delegato dello stabilimento catanese, Giuseppe Campobasso, collegato da remoto, ha ribadito la posizione aziendale senza indicare prospettive di rilancio per il sito.

 

Per i sindacati, è la certificazione di una rottura ormai definitiva

«L'incontro di oggi non lascia dubbi. Pfizer ha deciso di abbandonare il sito di Catania. 

Non c'è nessuna volontà di riconversione produttiva: si confermano i licenziamenti e la volontà di cedere lo stabilimento. 

Dopo oltre sessant'anni di presenza in Sicilia, durante i quali ha costruito il proprio sviluppo grazie alle competenze e alla professionalità dei lavoratori, l'azienda sceglie di lasciare il territorio. 

Una scelta gravissima che ignora ogni responsabilità sociale e mette a rischio centinaia di famiglie», dichiarano Carmelo Giuffrida (UGL Chimici), Jerry Magno (Filctem Cgil), Stefano Costa (Femca Cisl) e Mimmo D'Antone (Uiltec Uil).

 

I rappresentanti dei lavoratori leggono nella conferma del piano un rischio che va oltre gli esuberi annunciati. «Oggi si parla di 370 licenziamenti, ma è facile prevedere un futuro nero anche per i lavoratori che restano. 

Non permetteremo che uno dei più importanti siti industriali della Sicilia venga smantellato. 

Pfizer, che per anni ha investito su Catania solo il minimo indispensabile, oggi dimostra che l'unico obiettivo che intende perseguire è quello di fare cassa».

 

La stessa preoccupazione emerge anche dal fronte politico. 

«Abbiamo ascoltato con attenzione le posizioni di tutte le parti – afferma il deputato regionale di Forza Italia Salvo Tomarchio –. Purtroppo l'azienda ha confermato una chiusura alle richieste di rivedere la propria posizione, non offrendo alcuna prospettiva concreta per evitare gli esuberi o per il rilancio del sito».

 

Per il parlamentare la vertenza deve ora trovare risposte sul piano nazionale. 

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha già riconvocato le parti per il 24 settembre, ma, osserva Tomarchio, il tempo stringe. 

Tra le ipotesi indicate ci sono la riconversione delle linee produttive, l'ingresso di nuovi investitori, un piano di ricollocazione dei lavoratori nel comparto farmaceutico e chimico e il ricorso agli ammortizzatori sociali per accompagnare la transizione.

 

«Non si può accettare che un presidio produttivo strategico per il territorio etneo e per l'intero Paese venga abbandonato senza un confronto serio e senza proposte alternative. 

Continueremo a batterci affinché la vicenda resti al centro dell'agenda politica nazionale e regionale», conclude Tomarchio.

 

La vertenza entra così in una fase diversa. 

Dopo settimane di confronto, la discussione non riguarda più soltanto la riduzione degli organici, ma il destino di uno dei principali poli farmaceutici del Mezzogiorno. 

 

Sul tavolo resta una domanda ancora senza risposta: chi raccoglierà l'eredità industriale di un sito che Pfizer considera ormai fuori dalla propria strategia globale?

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

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Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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