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Otto indicatori economici su dieci migliori della media nazionale.
È questo il dato che sintetizza l'ultima analisi congiunturale dell'Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, secondo cui nel primo trimestre del 2026 l'economia regionale continua a mostrare segnali di crescita, sostenuta soprattutto dai comparti dell'innovazione, dell'energia e dei servizi digitali.
Tra gennaio e marzo il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è positivo per 638 imprese, un risultato che colloca la Sicilia al terzo posto in Italia per crescita percentuale e al quarto per incremento numerico delle imprese attive.
Il dato assume un peso particolare nel confronto nazionale: il saldo complessivo del Paese è di 690 imprese e dodici regioni chiudono il trimestre con un numero di chiusure superiore alle nuove aperture.
A distinguersi è il sistema dell'innovazione
Secondo Unioncamere Sicilia, le startup innovative aumentano del 10,6% nell'arco di un anno, mentre a livello nazionale registrano una flessione del 3,5%.
Anche le imprese innovative mostrano una forte capacità di espansione: nel primo trimestre del 2026 si contano 3.545 nuove iscrizioni e 600 cancellazioni, per un saldo positivo di 2.945 attività.
Tra i comparti più dinamici figurano inoltre energia, programmazione informatica, ricettività e immobiliare.
La crescita delle imprese e il mercato del lavoro.
Gli occupati salgono a 1.189.632, con un incremento dello 0,9% tra il 2024 e il 2025, superiore alla media italiana.
Positivo anche il bilancio delle assunzioni nelle imprese extra-agricole (+0,4%), mentre le ore di cassa integrazione diminuiscono del 3,3%.
L'analisi evidenzia un miglioramento anche degli indicatori finanziari.
Depositi bancari e risparmio postale crescono del 4,7% tra dicembre 2024 e dicembre 2025, oltre il dato nazionale, mentre i prestiti alle imprese aumentano del 3%, in controtendenza rispetto alla flessione registrata nel resto d'Italia.
Nello stesso periodo cresce anche il reddito disponibile delle famiglie (+14,8% rispetto al 2021) e aumenta il numero delle compravendite immobiliari (+7% tra il 2024 e il 2025).
La sinergia tra Regione e sistema camerale funziona
Per il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace, il quadro è il risultato delle politiche regionali di sostegno alle imprese e della collaborazione tra il governo Schifani e il sistema camerale.
“Le ingenti risorse messe a disposizione con i molteplici bandi e con le misure affidate all’Irfis-FinSicilia e ora anche all’Irca - afferma Pace - hanno stimolato la propensione agli investimenti delle imprese, che hanno risposto accettando la sfida, che oggi sembra essere stata vinta nella prima parte della gara.
Basti guardare al boom del turismo destagionalizzato, più culturale e naturalistico, all’incremento dei traffici marittimi passeggeri e merci, alla scommessa della Blue economy, all’innovazione e alla transizione energetica, agli investimenti per il rilancio dei porti, delle utility, dell’agricoltura, degli aeroporti proiettati verso la privatizzazione e della rete infrastrutturale”.










