
Da Genova a Roma, una lunga corsa industriale tra cantieri, tecnologie, competenze, sicurezza digitale e sostenibilità concreta, oggi viva!
Sielte celebra 100 anni: a Roma la storia di un’azienda che ha collegato l’Italia
Ci sono anniversari che profumano di retorica aziendale.
E poi ci sono i cento anni di Sielte, che raccontano qualcosa di più serio: un pezzo di storia industriale italiana, fatto di reti, cantieri, tecnici, innovazione, fibra, cybersecurity, infrastrutture digitali e competenze costruite sul campo.
La celebrazione si è svolta a Villa Miani, a Roma, con l’evento “Una storia che unisce l’Italia”, riunendo istituzioni, imprese e protagonisti del mondo delle telecomunicazioni.
Un titolo non scelto a caso.
Perché Sielte, nata a Genova il 2 dicembre 1925 come Società Ericsson Italiana – SEI S.A., ha attraversato un secolo di trasformazioni accompagnando l’evoluzione tecnologica del Paese.
Dal telefono alla fibra.
Dalle reti fisiche al cloud.
Dalla manutenzione degli impianti alla transizione digitale italiana.
Dalle telecomunicazioni alla trasformazione digitale
Oggi Sielte S.p.A. è un player di riferimento nei settori della Service & System Integration, delle reti di telecomunicazioni fisse e mobili, dell’impiantistica tecnologica avanzata e delle soluzioni IT per ambiti civili, industriali e militari.
I numeri spiegano meglio di qualunque aggettivo il peso dell’azienda.
Il gruppo dichiara oltre 4.000 dipendenti, 31 sedi sul territorio nazionale, più di 500 professionisti certificati e un fatturato 2025 di circa 900 milioni di euro.
Non è più soltanto una società che realizza infrastrutture.
È una piattaforma industriale che presidia l’intera filiera: ingegneria, progettazione, implementazione, supporto alla fase di startup, manutenzione on field e monitoraggio proattivo h24.
In parole semplici: quando si parla di connessione, sicurezza, continuità operativa e infrastrutture strategiche, Sielte è dentro la macchina vera del Paese.
Quella che non si vede nei convegni, ma senza la quale i convegni non potrebbero nemmeno andare in streaming.
Villa Miani, il centenario e il messaggio delle istituzioni
Ad aprire la serata è stato il messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito le imprese “il motore del benessere” e ha salutato il centenario come un traguardo straordinario.
All’evento, moderato dalla giornalista Rai Barbara Carfagna, sono intervenuti Daniele Parrucci, consigliere delegato della Città metropolitana di Roma Capitale, Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana di Catania, e Antonio Gozzi, presidente di Federacciai con delega Confindustria all’Autonomia Strategica Europea, al Piano Mattei e alla Competitività.
Il momento centrale è stato il dialogo tra il presidente di Sielte, Salvatore Turrisi, e Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor.
Il tema era già un manifesto: “Un secolo di connessioni per il futuro del Paese”.
Una formula che mette insieme memoria industriale e visione strategica.
Perché le reti non sono più soltanto cavi, ponti radio e apparati.
Sono competitività nazionale.
Sono servizi pubblici.
Sono sicurezza.
Sono energia.
Sono mobilità intelligente.
Sono cittadinanza digitale.
Salvatore Turrisi: Sielte partner della transizione digitale italiana
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Il presidente di SIELTE Salvatore Turrisi ha indicato il passaggio chiave del nuovo secolo aziendale.
I primi cento anni non sono un punto di arrivo, ma un punto di svolta.
“I primi 100 anni di Sielte sono il punto di svolta per una nuova pagina di storia dell’azienda, che punta ad accompagnare e sostenere la transizione digitale del sistema-Paese nei prossimi anni. – ha spiegato il presidente Turrisi - Un piano a cui dare forma attraverso l’ampliamento e il consolidamento della presenza in ambiti strategici come il software, le applicazioni Ict, la mobilità intelligente, l’energia e le soluzioni digitali. Sielte non più solo come realizzatore di reti fisiche, ma partner della transizione digitale italiana".
Secondo Turrisi, quindi, Sielte punta ad accompagnare e sostenere la transizione digitale del sistema-Paese, rafforzando la propria presenza in ambiti strategici come software, applicazioni ICT, mobilità intelligente, energia e soluzioni digitali.
Il messaggio è chiaro.
La Sielte del secondo secolo non vuole essere soltanto il realizzatore delle reti fisiche.
Vuole essere partner della trasformazione digitale italiana.
E qui sta il salto.
Perché un’azienda nata nella stagione pionieristica della telefonia oggi si muove dentro i dossier decisivi dell’economia contemporanea: cloud, cybersecurity, data center, smart city, smart grid, networking, IoT, managed services e piattaforme digitali.
Le infrastrutture TLC: la spina dorsale invisibile dello sviluppo
Sul sito ufficiale, Sielte descrive la propria unità Infrastrutture TLC come una struttura capace di coprire l’intera catena del valore: progettazione, realizzazione, attivazione, assistenza tecnica, installazione e collaudo di reti FTTx, mobili e rame.
È il mestiere storico dell’azienda.
Ma aggiornato al presente.
Sielte lavora sulle grandi dorsali nazionali, sull’ultimo miglio, sulle reti IP/MPLS, sulla fibra ottica, sulle reti mobili LTE e 5G, garantendo manutenzione, ottimizzazione e transizione verso tecnologie più avanzate.
Tradotto: senza infrastrutture di rete solide, non esistono né digitalizzazione né innovazione.
Non esiste pubblica amministrazione efficiente.
Non esiste impresa competitiva.
Non esiste sanità connessa.
Non esiste scuola digitale.
Non esiste sicurezza dei dati.
Il futuro, prima di diventare slogan, deve passare da un cantiere.
Soluzioni digitali, cloud e data center: il nuovo perimetro industriale
Il perimetro di Sielte si è allargato molto oltre la rete tradizionale.
L’azienda progetta, sviluppa e gestisce infrastrutture IT con standard di mercato elevati, utilizzando metodologie ITIL based e lavorando accanto ai principali vendor tecnologici.
Nel portafoglio rientrano networking, sistemi IoT e smart, cloud, data center, software, piattaforme e managed services.
Un dato è particolarmente significativo: Sielte dichiara di erogare servizi cloud attraverso un Data Center distribuito tra Catania e Roma, a conferma di una presenza industriale che tiene insieme capitale, competenze e radicamento territoriale.
La sede legale è a San Gregorio di Catania, mentre la direzione generale è a Roma.
Anche questo racconta qualcosa.
Sielte è una grande azienda nazionale con una traiettoria che parla anche il linguaggio del Sud produttivo.
Quello che non chiede assistenza, ma costruisce valore.
Cybersecurity: proteggere infrastrutture, dati e continuità operativa
Nel nuovo scenario digitale, connettere non basta.
Bisogna proteggere.
Sielte presenta la propria offerta di Cyber Security come una strategia di difesa olistica, pensata per infrastrutture pubbliche e private esposte a minacce sempre più complesse.
L’azienda dichiara di utilizzare strumenti sofisticati e personale qualificato per prevenire scenari di rischio, svolgendo attività di Risk, Compliance e Vulnerability assessment.
Il punto è decisivo.
Le infrastrutture digitali non sono più un accessorio.
Sono bersagli strategici.
Difenderle significa difendere servizi essenziali, dati, continuità produttiva, amministrazioni pubbliche e imprese.
In questo mercato, la competenza non è una decorazione.
È una barriera.
Il Gruppo Sielte: una rete di aziende per l’innovazione
Il centenario racconta anche la trasformazione del gruppo.
Accanto a Sielte operano realtà come BE-ON, Levratti, Sielte Energy, Sielte Trasporti, SielTre, Ways e Sielte Net Mobile.
Una costellazione industriale che copre infrastrutture, impianti speciali, energia, reti elettriche, sistemi ferroviari, videosorveglianza, mobilità e servizi tecnologici avanzati.
Qui si capisce la direzione.
Il futuro di Sielte non è monolitico.
È integrato.
Reti, energia, trasporti, sicurezza e digitale non viaggiano più separati.
Sono pezzi della stessa architettura nazionale.
Sostenibilità, competenze e responsabilità sociale
Il racconto dei cento anni non sarebbe completo senza la sostenibilità.
Sielte afferma di avere integrato le dimensioni economiche, sociali e ambientali nella propria strategia, aderendo nel 2022 al Global Compact delle Nazioni Unite.
Tra gli obiettivi dichiarati ci sono la riduzione degli infortuni, la formazione, l’aumento dell’uso di energia rinnovabile, la catena di fornitura sostenibile, il monitoraggio delle emissioni e il rinnovo del parco auto.
Nel Bilancio di Sostenibilità 2024, l’azienda indica tra i propri pilastri le persone al centro, la qualità del servizio, l’innovazione tecnologica, la cybersecurity, l’efficienza energetica e la lotta al cambiamento climatico.
Non è un dettaglio laterale.
Un’impresa tecnologica che lavora sulle infrastrutture del Paese non produce soltanto fatturato.
Produce impatto.
E l’impatto, oggi, va misurato anche in termini ambientali, sociali e di governance.
Cento anni dopo, la sfida è appena cominciata
La celebrazione di Villa Miani ha avuto un merito: evitare che il centenario diventasse soltanto una fotografia in cornice.
La storia di Sielte è una storia industriale.
Ma è soprattutto una storia di adattamento, di innovazione continua.
Nata quando il telefono era frontiera, cresciuta nella costruzione delle reti, passata attraverso le grandi trasformazioni delle telecomunicazioni, oggi l’azienda si candida a essere uno degli attori della nuova infrastruttura digitale italiana.
La differenza, nei prossimi anni, la farà la capacità di tenere insieme tre parole semplici e durissime: connessione, sicurezza, innovazione.
Sielte arriva a questo passaggio con un secolo di esperienza alle spalle.
E con una responsabilità davanti: contribuire a costruire l’Italia che dovrà correre più veloce, comunicare meglio, proteggersi di più e non lasciare indietro nessuno.
Perché una rete, quando funziona davvero, non collega soltanto dispositivi.
Collega territori.
Collega imprese.
Collega persone.
E, qualche volta, collega anche la memoria industriale di un Paese con il suo futuro possibile.










