
Dal digitale al green, le imprese candidano investimenti per 250 milioni attraverso il bando Step finanziato dal Pr Fesr 2021-2027.
Sono 19 le istanze presentate per la seconda edizione dell’avviso Step, la piattaforma europea dedicata alle tecnologie strategiche.
Un numero che, secondo l’assessorato regionale delle Attività produttive, conferma l’interesse crescente delle imprese verso i settori considerati decisivi dall’Unione europea.
L’avviso, finanziato nell’ambito del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, riguarda ambiti ad alto contenuto tecnologico.
Si va dalle tecnologie digitali alle deep tech, dalle biotecnologie alle tecnologie green, pulite ed efficienti.
La scadenza per la presentazione delle domande era stata prorogata al 13 giugno.
Una scelta che, secondo l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, ha consentito una partecipazione più ampia e una raccolta di candidature considerate rilevanti.
Avviso Step Sicilia: 19 istanze e investimenti potenziali per 250 milioni
Il dato politicamente più significativo è quello economico.
Le 19 istanze presentate esprimono, secondo quanto comunicato dall’assessorato, un potenziale di investimenti pari a circa 250 milioni di euro.
Una cifra che colloca l’avviso Step tra gli strumenti più importanti per sostenere la trasformazione produttiva dell’Isola.
Non si tratta soltanto di contributi pubblici.
Si tratta di capire se la Sicilia sia davvero in grado di agganciare le filiere industriali e tecnologiche che l’Europa considera strategiche per la propria autonomia economica.
Perché il punto è esattamente questo.
O la Sicilia usa i fondi europei per costruire competenze, imprese, lavoro qualificato e nuova capacità produttiva.
Oppure continuerà a consumare bandi, annunci e graduatorie senza cambiare davvero il proprio modello di sviluppo.
Tamajo: “La strada intrapresa è quella giusta”
«La grande partecipazione delle aziende dimostra che la strada intrapresa è quella giusta», dichiara l’assessore Edy Tamajo.
Secondo l’assessore, la proroga dei termini per la presentazione delle domande «si è rivelata vincente» perché ha permesso di raccogliere proposte in settori chiave per il futuro.
Tamajo sottolinea che le istanze presentate testimoniano «la fiducia delle imprese» e la capacità della Sicilia di attrarre iniziative ad alto contenuto tecnologico.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso.
Fare della Sicilia un punto di riferimento nei comparti strategici individuati dall’Unione europea.
Una frase importante.
Che adesso, come sempre, dovrà misurarsi con la parte più complicata: trasformare le dichiarazioni in cantieri industriali, occupazione stabile e risultati verificabili.
Tecnologie strategiche: cosa finanzia l’avviso Step
L’avviso Step è rivolto a comparti ritenuti centrali per la competitività europea.
Tra questi ci sono le tecnologie digitali, le soluzioni deep tech, le biotecnologie e le tecnologie pulite.
Sono settori in cui si gioca una parte decisiva della nuova economia.
Parliamo di innovazione industriale, sostenibilità, ricerca applicata, processi produttivi avanzati e nuove competenze professionali.
Per la Sicilia, storicamente schiacciata tra burocrazia lenta, infrastrutture insufficienti e fuga di giovani qualificati, questa può essere una leva concreta.
Ma solo a una condizione.
Che i progetti non restino impigliati nella solita palude amministrativa.
La sfida vera: spendere bene, spendere presto, generare lavoro
Tamajo conclude spiegando che l’impegno del governo regionale è accompagnare le imprese nei percorsi di crescita.
L’obiettivo è favorire investimenti capaci di generare innovazione, competitività e nuove opportunità occupazionali.
È qui che si gioca la credibilità dell’intera operazione.
Non basta annunciare 19 istanze.
Non basta indicare 250 milioni di investimenti potenziali.
Bisogna verificare quali progetti saranno ammessi, quali risorse saranno effettivamente assegnate, quali imprese realizzeranno gli interventi e quali ricadute avranno sui territori.
La Sicilia non ha bisogno dell’ennesima liturgia del finanziamento pubblico.
Ha bisogno di investimenti che producano valore reale.
Ha bisogno di imprese che innovino.
Ha bisogno di giovani che possano restare.
Ha bisogno di una pubblica amministrazione capace di correre almeno alla stessa velocità delle aziende che dice di voler sostenere.
Perché Step può essere una leva decisiva per l’economia siciliana
La piattaforma Step nasce per rafforzare le tecnologie considerate strategiche dall’Europa.
Per la Sicilia significa entrare, almeno potenzialmente, dentro una partita molto più grande della semplice gestione di un bando regionale.
Significa provare a collegare il sistema produttivo locale alle grandi traiettorie europee: digitale, transizione ecologica, biotecnologie, industria avanzata.
È una possibilità.
Non ancora un risultato.
E la differenza, come sempre, la faranno tempi, controlli, qualità dei progetti e capacità di evitare dispersioni.
Dalle imprese un segnale, dalla Regione ora servono risultati
Le 19 domande presentate rappresentano un segnale positivo.
Dimostrano che una parte del sistema produttivo siciliano guarda ai settori ad alto valore aggiunto e prova a misurarsi con la sfida tecnologica.
Ma adesso la palla passa alla Regione.
Serve una gestione rapida, trasparente e selettiva.
Serve premiare chi ha progetti solidi.
Serve evitare che le risorse finiscano in iniziative deboli, costruite solo per intercettare finanziamenti.
Perché l’innovazione non si proclama.
Si realizza.
E se davvero la Sicilia vuole diventare un riferimento nei comparti strategici europei, questa volta non può permettersi il lusso antico dell’improvvisazione.
Deve dimostrare di saper trasformare 250 milioni di potenziale investimento in sviluppo concreto.
Il resto, per ora, è il solito comunicato.
Buono per le agenzie.
Insufficiente per cambiare la storia.










