
Nuovi fondi Fsc per restauri, riqualificazioni e valorizzazione del patrimonio monumentale in tutte le province dell’Isola.
La Regione Siciliana programma 57 interventi sui beni culturali finanziati con il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, per un valore complessivo di poco inferiore a 183 milioni di euro.
Le risorse rientrano nell’area tematica Cultura, linea Patrimonio e paesaggio, e saranno destinate a opere di restauro, riqualificazione, rifunzionalizzazione e valorizzazione di alcuni tra i principali siti monumentali e archeologici dell’Isola.
L’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha sottolineato l’obiettivo operativo del programma.
«Stiamo imprimendo un’accelerazione concreta alla spesa e alla realizzazione delle opere – ha dichiarato Scarpinato – perché il patrimonio culturale non è soltanto memoria del passato, ma una leva decisiva per il futuro della Sicilia».
La ripartizione territoriale degli interventi
Il piano prevede 20 interventi nella Città metropolitana di Palermo, per un investimento complessivo di 40,34 milioni di euro.
A Messina sono previsti 8 interventi per 34,55 milioni.
A Catania gli interventi finanziati sono 7, per 25,99 milioni.
Seguono Agrigento, con 5 interventi per 22,96 milioni, Caltanissetta con 3 interventi per 11,25 milioni, Enna con un intervento da 7,51 milioni, Ragusa con 4 interventi per 17,67 milioni, Siracusa con 4 interventi per 11,28 milioni e Trapani con 5 interventi per 11,15 milioni.
La maggior parte delle opere si trova già nelle fasi di progettazione, affidamento dei servizi tecnici o redazione dei progetti esecutivi.
Le prime gare per i lavori sono previste tra il 2026 e il 2027.
Gli interventi principali nelle province siciliane
A Palermo il programma comprende, tra gli altri, il restauro del Teatro Politeama, interventi sui siti Unesco del percorso arabo-normanno, lavori alla Cattedrale di Palermo, al Duomo di Monreale, al Duomo di Cefalù, oltre a interventi su Villa Raffo, Casina Cinese, Palazzo Ajutamicristo, Villino Ida Basile e Villino Florio.
A Messina sono previsti interventi di messa in sicurezza e restauro di chiese e complessi monumentali, oltre alla rifunzionalizzazione della Cittadella della Cultura, alla valorizzazione dell’area archeologica di Tindari e alla musealizzazione del relitto di Capistello a Lipari.
A Catania sono indicati la riqualificazione del Castello Ursino, il restauro del Teatro Maugeri di Acireale, il recupero dell’ex ospedale Santa Marta come sede della Soprintendenza, interventi sulla ex Manifattura tabacchi, sul Parco Casalotto e sulle absidi della Cattedrale.
Ad Agrigento sono previsti interventi sul museo Pietro Griffo, sulla Cappella del Cristo nero della Chiesa Madre di Licata e sul complesso monumentale Santo Spirito.
A Caltanissetta il piano riguarda anche le Mura Timolontee, il Castello Manfredonico e le Solfare di Trabia Tallarita.
A Enna è previsto il recupero della Rocca di Gagliano Castelferrato.
A Ragusa sono programmati interventi sul Duomo di San Giorgio, sul relitto delle Colonne di Kamarina e sul parco archeologico regionale di Kamarina.
A Siracusa il piano comprende il Castello Svevo di Augusta, il Tempio di Apollo e le torri del Castello Maniace.
A Trapani sono previsti interventi su Palazzo Fontana, sul Castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo, sull’ex stabilimento Florio di Favignana e sul Cretto di Burri a Gibellina.
Il programma punta dunque a rafforzare la tutela e la fruizione del patrimonio culturale siciliano, con un pacchetto di investimenti che coinvolge tutte le aree dell’Isola e che dovrà ora misurarsi con la fase più delicata: il passaggio dai finanziamenti alla realizzazione effettiva delle opere.










