“Per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”. All’assemblea annuale di Confindustria, Emanuele Orsini mette il costo dell’energia al primo posto tra i fattori che stanno comprimendo competitività e capacità produttiva delle imprese italiane.
Nella relazione del presidente degli industriali il tema energetico diventa il punto di equilibrio tra crescita industriale, politica economica e tenuta della manifattura.
Orsini chiede “un grande atto di responsabilità” alla politica, sollecita una regia nazionale più forte sul settore e torna a spingere sul ritorno al nucleare, sul mercato unico europeo dell’energia e sulla sospensione dell’Ets, indicato come uno degli elementi che aggravano il divario competitivo con Stati Uniti e Cina.
La competizione con la Cina
Il riferimento alla competitività internazionale attraversa gran parte dell’intervento. “La Cina sta colonizzando i nostri mercati”, afferma Orsini, collegando il tema dell’energia alla capacità dell’industria europea di mantenere quote produttive e occupazione.
Un’impostazione rilanciata anche da Confindustria Catania. Per la presidente Cristina Busi il costo dell’energia rappresenta “la principale zavorra della competitività delle nostre imprese”.
Da qui la richiesta di “decisioni operative e immediate” per accelerare autorizzazioni, connessioni e realizzazione degli impianti.
Confindustria Catania ricorda i 4 mila permessi per impianti rinnovabili, pari a 131 gigawatt, ancora bloccati tra resistenze regionali e locali. “Non si può invocare la transizione ecologica e poi impedirne la realizzazione”, osserva Busi, condividendo la linea indicata da Orsini all’assemblea nazionale.
Disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas
Accelerare sul potenziamento della rete e sugli allacci con contratti di lungo termine che consentano di disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas è la strada indicata. Anche gas e termoelettrico restano “un cuscinetto indispensabile per la stabilità del sistema” e per la continuità dei settori energivori non ancora elettrificabili.
Busi richiama anche le posizioni espresse dal presidente di Confindustria Sicilia Diego Bivona e dal presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo, insistendo sulla necessità di scelte “rapide, coerenti e misurabili”.
Apprezzato il lavoro avviato dalla Regione Siciliana sull’Autorizzazione unica e sulla semplificazione del Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale, ma il tema resta quello dei tempi.
“Ogni mese perso è produzione che si ferma, investimenti che si allontanano e posti di lavoro a rischio”.











