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L’intelligenza artificiale entra nelle scuole siciliane con una rete che conta oltre 200 istituti aderenti.
Si chiama “Rete I.A. Sicilia” ed è stata presentata tra Palermo e Catania con l’obiettivo di strutturare l’uso dell’IA nella didattica.
Il progetto prende modello dall’esperienza avviata a Brescia dal divulgatore ed esperto di Intelligenza artificiale, Alessandro Di Maria, e si propone come piattaforma operativa per le scuole dell’Isola.
Non solo sperimentazione, ma organizzazione: formazione dei docenti, accesso a strumenti digitali e coordinamento tra istituti.
Sul piano tecnologico e industriale, il riferimento è Google, che ha annunciato investimenti di risorse e competenze. A rappresentarla durante gli incontri, Marco Berardinelli.
“Occorre accogliere la rivoluzione dell’IA senza eccessive paure - ha dichiarato -. Oggi per molti ragazzi l’intelligenza artificiale è solo una scappatoia per copiare; il compito di una buona scuola è quello di trasformarla in uno strumento innovativo capace di creare inclusione e programmi individualizzati.
L’IA va considerata un assistente virtuale che accompagna gli studenti nei processi logici, colma le lacune e potenzia la capacità critica in un’ottica multidisciplinare”.
Il nodo pedagogico è centrale. Daniela Scalici, dirigente della Scuola Scelsa di Palermo e co-promotrice dell’evento, ha sottolineato: “Le scuole devono guidare i ragazzi e le famiglie in un uso consapevole. Dobbiamo educarli a fare le domande giuste, affinché non si lascino ammaliare dalle gratificazioni di un’IA creata per compiacere, ma imparino a governarla con intelligenza propria”.
La rete ha come capofila l’Istituto Fazello di Sciacca, guidato da Leonardo Mangiaracina, che ha evidenziato la necessità di dotare gli istituti di strumenti adeguati e di sfruttare i finanziamenti disponibili.
“Siamo un nodo strategico per il sistema Google. Dobbiamo affrettarci a dotare i nostri istituti di strumenti adeguati. Per questo, come Rete, invitiamo tutti i colleghi a cogliere l’opportunità del Bando del Ministero della Cultura (DM 219/2025), in scadenza il 17 aprile. È fondamentale candidarsi sulla piattaforma Futura per accedere ai fondi PNRR destinati agli snodi formativi per la transizione digitale”.
Sul fronte istituzionale, l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano ha annunciato un sostegno aggiuntivo. La Regione interverrà con risorse proprie per gli istituti che non riusciranno ad accedere ai fondi ministeriali, garantendo l’accesso a software e competenze formative.










