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Di seguito uno degli articoli della pagina SudHietch nell'edizione di marzo del free press cartaceo SudPress. Lo trovate in molte delle edicole di Catania.
Per promuovere un accesso pieno e paritario alla partecipazione alla ricerca scientifica, la comunità internazionale ha istituito, per l’11 di febbraio, la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.
Dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si lancia un messaggio che però, tante volte, si scontra con la realtà.
Lo dicono i dati: invece di migliorare si peggiora.
Istat ci dice che nel 2024, il 23,6% dei 30-34enni con un titolo terziario ha una laurea nelle aree disciplinari scientifiche e tecnologiche.
Di questi il 36,9% è uomo, (+2,1 punti sul 2023) e il 15% è donna (-1,1). Marcate le differenze territoriali.
La quota di componente maschile varia dal 26,5% del Mezzogiorno al 43,4% del Centro, al 39,9% del Nord. Le donne sono il 13% al Sud, il 14,3% al Centro e il 16,3% al Nord.
Secondo l’analisi di Talents Venture, nelle aree STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) nel 2024 “per ogni 10 laureati, solo 4 sono donne, una proporzione che nel decennio non mostra segnali di convergenza e registra anzi un lieve arretramento”.
In generale, si legge ancora nello studio, “tra il 2014 e il 2024 tutte registrano un aumento dei laureati e delle laureate, ma senza che ciò si traduca in un rafforzamento del loro peso complessivo nel sistema universitario e anche sul piano degli equilibri di genere non emergono segnali di riequilibrio strutturale”.
Nonostante le donne siano complessivamente più istruite degli uomini, le ragazze continuano a frequentare poco gli studi Stem.
Guardando l’evoluzione degli iscritti nelle 62 classi Stem presenti sia nel 2014 sia nel 2024, da Talents venture sottolineano che “spesso gli incrementi sono contenuti e non sufficienti a modificare in modo significativo gli equilibri di genere”.
Solo in cinque classi l’aumento della presenza femminile supera i 10 punti percentuali e soltanto in due si traduce in un cambio di maggioranza: la LM-71- Scienze e tecnologie della chimica industriale, dove le donne passano dal 34% degli iscritti al 51%, e la LM-48 – Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale, che sale dal 46% al 58%.










