
È la squadra Latency Zero dell’IIS Aldini Valeriani di Bologna a vincere la finale nazionale dei TLC Games 2026, le Olimpiadi delle Telecomunicazioni. Primo premio da 5.000 euro. Secondo posto per i Pascalini 2.0 dell’ITET Blaise Pascal di Foggia (3.000 euro), terzo per gli Stephen Hop-King dell’ITI P. Hensemberger di Monza (2.000 euro).
La finale si è svolta negli spazi di Città della Scienza, a Napoli, al termine di un percorso che ha coinvolto 31 squadre e oltre 160 studenti da tutta Italia.
L’iniziativa rientra nel programma PNRR RESTART ed è organizzata dal CNIT – Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni.
Una gara che parla anche siciliano.
Purtroppo i gruppi dell’istituto Archimede di Catania si sono fermati prima della finale, ma va sottolineato che sono tre gli ideatori della gara e una di questi è la professoressa Laura Galluccio dell’Università degli Studi di Catania. Insieme a lei ci sono i professori Giuseppe Ruello dell’Università Federico II di Napoli e Lorenzo Bracciale dell’Università Tor Vergata di Roma.
“La diffusione di questo tipo di iniziative è fondamentale, perché siamo nel pieno di una trasformazione digitale che sta cambiando modelli di lavoro e organizzazione. Le competenze sono centrali per affrontare questo scenario ed è per questo che è importante continuare a investire in attività come queste, che puntano sui giovani, parlando la loro lingua, ma consentono loro di confrontarsi con sfide simili a quelle proposte dal mondo del lavoro e, perché no, suggeriscono loro di intraprendere un percorso nel mondo delle telecomunicazioni, passando dal gioco al reale”, ha dichiarato la prof.ssa Laura Galluccio.
Le sfide le lancia un avatar
La sfidata impegnato gli studenti in sfide teoriche e pratiche, mettendo alla prova competenze tecniche, capacità di problem solving e lavoro di squadra. E una gara di innovazione e tecnologia non poteva non prevederle, anche immersive.
Con la sessione tematica “Telecomunicazioni: dove nascono le opportunità”, hanno incontrato anche alcuni rappresentanti del mondo industriale.
Tra queste, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha proposto una caccia ai dati custoditi da un cane robot particolarmente sfuggente, o un cilindro olografico proposto da LOGO GRAMMA dedicato al pittore Luca Giordano, capace di dialogare con i ragazzi attraverso un avatar digitale che propone quesiti ispirati agli artisti dell’Ottocento. Un approccio che ha stimolato nuove modalità di apprendimento, spingendo gli studenti a individuare soluzioni creative.
Ponte tra scuola e impresa
“I TLC Games rappresentano un ponte concreto tra scuola, università e impresa, capace di stimolare nei giovani curiosità, competenze e visione sul futuro delle telecomunicazioni”, ha dichiarato il professor Giuseppe Ruello. “La straordinaria partecipazione e il livello delle sfide di quest’anno confermano quanto sia fondamentale investire nella formazione e nel talento delle nuove generazioni”.
“Questo significa guardare al futuro, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni che lavoreranno nel mondo delle telecomunicazioni. Un impegno che punta a raccontare il settore ai più giovani, avvicinandoli concretamente alle opportunità professionali e cercando di allineare aspettative e aspirazioni. Ed è importante considerare che questo tipo di percorso viene fatto da Università italiane, per studenti italiani”, ha concluso il prof. Bracciale.
Quarto posto per gli Spikkiettisti dell’IISS Luigi Dell’Erba di Castellana Grotte (Bari). Tra le aziende coinvolte nel progetto anche Asstel, Vianova e Telebit.

Due squadre siciliane, entrambe dell’Archimede di Catania, hanno preso parte alla sfida online dei TLC Games 2026, la competizione nazionale dedicata alle telecomunicazioni promossa dal RESTART e organizzata dal CNIT – Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni.










