
Paline intelligenti, app per conoscere i tempi di attesa, mezzi elettrici e servizi di bike e car sharing. AMTS prova a rendere più competitivo il trasporto pubblico a Catania, ma c’è un problema che la tecnologia da sola non può risolvere: gli autobus restano intrappolati nel traffico insieme alle auto private. L'obiettivo, comunque, rimane migliorare il servizio e rendere più appetibile la mobilità alternativa a Catania.
Salvatore Caprì, dirigente dell’Area Produzione di AMTS, e il presidente dell'azienda Salvatore Vittorio hanno affrontato il tema in un’intervista a SudHitech
"Uno dei più grossi limiti che viviamo noi come trasporto pubblico in una città trafficata come Catania è quello di muoverci in promiscuo col traffico privato", afferma Salvatore Caprì.
La richiesta dell’azienda è di aumentare i percorsi dedicati agli autobus. "Quello che noi chiediamo e devo dire abbiamo trovato anche disponibilità nell’amministrazione comunale, è di andare verso la preferenzializzazione dei percorsi, quindi corsie protette, riservate, BRT che siano aderenti a questa denominazione e quindi che svolgono gran parte del loro percorso in corsia riservata e protetta soprattutto dall’intromissione delle auto private".
L’obiettivo è migliorare velocità e puntualità
"Su questa base si può impostare un sistema di orari e di frequenze che sia più affidabile di quello che riusciamo a fare adesso", spiega Caprì. "Ci sono orari in cui il traffico impazzisce e noi che siamo dentro il traffico non possiamo fare a meno di impazzire anche noi".
Intanto, la tecnologia permette di monitorare i mezzi, comunicare con i conducenti e regolare il servizio. I dati alimentano anche le app e le paline intelligenti alle fermate, che informano i passeggeri sui tempi di attesa.
A bordo, il pagamento contactless dei biglietti, l’aria condizionata e le prese per ricaricare i telefoni contribuiscono a rendere più confortevole il viaggio.
La flotta è interamente elettrica e una parte dell’energia utilizzata viene prodotta attraverso il fotovoltaico nella stessa azienda. Una scelta che riduce le emissioni locali e il rumore, ma che non risolve il problema dei mezzi bloccati in strada.
AMTS punta anche sulla mobilità condivisa
"La città metropolitana e nonché il comune di Catania, che è l’amministrazione, ha già dato questa missione: cercare di avvicinare gli utenti al trasporto pubblico locale", spiega a SudHitech il presidente Salvatore Vittorio. Il car sharing, prima gestito dalla città di Palermo, è stato internalizzato da AMTS con il marchio CityGo. Sono in consegna nuove auto e dieci biciclette a pedalata assistita, mentre è prevista una riorganizzazione delle rastrelliere.
Tra i progetti c’è anche il biglietto integrato con la Ferrovia Circumetnea, per collegare i Comuni vicini alle stazioni della metropolitana e permettere di proseguire il viaggio con un unico titolo di trasporto.
Resta il nodo delle tariffe. Le agevolazioni sperimentate in passato erano state possibili grazie a un finanziamento europeo che copriva l’80% del costo. "In questo momento non ci sono queste prospettive", precisa Vittorio. Il contributo regionale copre 7,2 milioni di chilometri di servizio e "tutte le parti in più e in eccedenza vengono pagate e coperte da AMTS".










